
“La storia”. Queste sono le prime due parole che mi vengono in mente quando penso a Mr. Larry Heard.
Se ancora non basta per farvi capire di quale personaggio simbolo dell’house music stiamo parlando, mi costringete a citare l’immortale “Can You Feel It” di Mr. Fingers.
Ebbene Mr. Fingers come Gherkin Jerks, non sono altro che alcuni dei suoi numerosi alias musicali
con cui ha prodotto nell’arco di vent’anni più di un centinaio di tracce fra singoli, EP ed album, uscendo numerose volte su etichette leggendarie come Trax Records, D.J. International ed MCA, giusto per citarne alcune.Nato a Chicago nel 1960 viene considerato un pioniere ed icona della “Chicago House” caratteristica della seconda metà degli anni ’80 e dei primi anni ’90, contribuendo in prima persona alla nascita ed allo sviluppo del genere e la ristampa di cui parleremo tra poco rispecchia a pieno i canoni e lo stile ‘Made In Chicago’.
L’odore di un possibile ritorno della musica house e delle sonorità old school nel mondo del club si sente, seppur leggero, sempre più intensamente e, forse cavalcando l’onda di questo possibile ritorno, Larry Heard ha deciso di rievocare lo spirito dei Gherkin Jerks, (suo alias molto particolare in quanto per anni nessuno fu a conoscenza dei “Cretini di Gherkin” fino al giorno in cui lui stesso ammise di essere il creatore di quell’alias) ristampando sulla sua Alleviated Records in accordo con il noto distributore olandese Clone i due EP che uscirono sotto quel bizzarro alias: Stomp The Beat EP (1988) e 1990 EP (1989).
Ma parliamo finalmente di musica!
Entrambi gli EP contengono 6 tracce ciascuno e partiamo dicendo che, come è intuibile pensare ancor prima di ascoltare i dischi, sono state composte ovviamente con sole strumentazioni analogiche di quegli anni, quindi niente computer ma solo tanta passione per la musica ed enorme impegno nella produzione.“Don’t Dis The Beat” è la prima traccia di Stomp The Beat EP, cruda e scarna, 100% drum machine con un kick onnipresente e l’inserimento di un flanger panoramico per animare i pochi suoni presenti. Si passa così a “Tar Disc”, con una linea di drums talvolta arricchita da decisi giri di batteria ma con in primo piano questa volta un incessante synth ripetitivo dai cortissimi tratti con qualche leggero effetto di contorno. L’EP prosegue con “Acid Indigestion” dove il titolo parla già da solo… Due synth acidi classici dell’acid house di quegli anni si alternano creando un’atmosfera psichedelica, incastrati in una linea di drum che si arricchisce con il passare dei minuti finendo con il rappresentare perfettamente il titolo della traccia. “Midi Beats” è invece decisa ad attaccare il dancefloor, anche qui le drum machines fanno gran parte del lavoro, l’atmosfera è scura e viene resa piccante da un synth elettrico che va e viene, il tutto condito da un ottimo gioco di flanger e reverb. Arriviamo a “Parameters”, personalmente la traccia più bella dell’EP, la linea di drums qui è ricca e studiata, alterna percussioni stese in maniera perfetta a batteria dal ritmo sexy e coinvolgente, il basso caldo dalle sfumature acide con in aggiunta un synth anch’esso acido rende questa traccia la più ballabile dell’intero vinile che si chiude invece con “Din Sync (Get Up And Do Your Thang)” , l’unica traccia che oltre all’immancabile drum machine in questo caso utilizzata con quasi solo suoni di batteria, presenta un vocal, che non è altro che la frase contenuta nel titolo e degli interessanti giri di pianoforte, ottimamente importati ed usati come base sempre presente dal primo all’ultimo minuto… Perfetta come ultimo disco in un EP tanto quanto in una serata in un club…
1990 EP è nel complesso molto più completo e ricco a livello di suoni, Larry in questo caso decise di osare di più chiedendo quasi il massimo dalle sue abilità e dagli strumenti a sua disposizione sfornando, a mio modesto parere, un EP che ritengo per gli amanti dell’analogico e della Chicago House, un must have.
La prima traccia si intitola “Meltdown” e subito si viene a contatto col corposissimo basso che fa da padrone per tutto l’andamento del disco, ma l’orecchio viene un attimo dopo catturato da una linea di pad atmosferici a volte sovrapposti che, in aggiunta ad effetti futuristici, vanno a creare un’atmosfera che lascia immaginare ad un viaggio spaziale. La puntina sul vinile a questo punto riposa per qualche secondo prima di imbattersi in un vero e proprio missile del genere. “Blast Off” lascia ben poco spazio ai sentimenti, kick secco, duro e deciso a far muovere anche i più scettici, contornato da una leggera linea di drums tenuta in riga dallo snare che avanza incessante, basso dal sapore acidulo ma allo stesso tempo sexy e bollente incastrato alla perfezione nel tutto… maneggiare con cura. Si scorre così a “Red Planet”, traccia molto mentale e ben studiata nei particolari, leggere note di organo synth danno colore al viaggio che tutto il resto della traccia, composta da articolati e ripetuti giochi di percussioni associati ad un basso infinito, vi fa fare. Traccia numero quattro: “Saturn V”. Bella quasi al pari della seconda traccia dell’EP tanto quanto diversa da essa. Il mix fra kick saltellante, batteria, basso e synth che ricorda un insieme tra organo e chitarra elettrica, è semplicemente perfetto. Trovata la sequenza giusta Larry la ripete per minuti senza mai stancare un attimo, cinque soli minuti di traccia non gli rendono giustizia… La penultima traccia è “Space Dance”, clima tranquillo e per certi momenti quasi lounge, le percussioni ed il tom incessante si associano al pad atmosferico in maniera sublime creando un alone magico ed il sassofono, presente in alcuni tratti, è la ciliegina sulla torta. Questo EP definito da moltissimi una pietra miliare nel suo genere, finisce con “Strange Creatures” che mantiene sostanzialmente l’atmosfera paradisiaca della traccia precedente con pad dolci incastrati ad un effetto che richiama il verso del gabbiano sopra ad una comunque aggressiva stesura di cassa e drums la quale però sembra calmarsi quando subentra lo string romantico, quasi a far venire un sentimento di nostalgia in quanto non vorremmo mai che un EP così bello possa finire…
Non so cos’altro potrei dire in conclusione, due EP di indiscusso livello ed importanza musicale prodotti da una vera e propria leggenda della house music, morti e defunti fino ad oggi ma che magicamente riprendono vita nel 2013 mantenendo l’essenza originale visto che saranno stampati sul supporto musicale padre di ogni altro supporto esistente, il vinile… Non so voi, ma io inizio a prenotare la mia copia…
Matteo Barile
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